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Il restauro (Novembre 2006) de la "Madonna del Latte", affresco risalente presumibilmente alla metà del XV secolo, è stato soprattutto di tipo estetico ed è consistito nella sigillatura delle numerosissime scalpellinature, alcune anche di grandi dimensioni, e nel ritocco pittorico.
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Nel mese di Ottobre 2006 la sala Blu ha visto un intervento volto a riportare le pareti (datate 1859) alla loro originale cromia riproponendo le modanature in chiaroscuro del basamento completamente ritinteggiato.
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Relazione tecnica
L'affresco conservato nell'atrio della settecentesca Villa Molina di Venegono Inferiore raffigura una "Madonna del latte" (cm.167 x 98) e risale presumibilmente alla metà del XV secolo.
Stilisticamente il dipinto potrebbe apparire più antico ma, data la mancanza di qualsiasi documento che ne testimoni l'esistenza e visto il forte ritardo culturale del varesotto, è più attendibile una datazione che lo collochi a metà di quel '400 in cui nella zona furono affrescate molte Madonne di soggetto analogo (in S. Stefano a Bizzozzero, nel Battistero di Varese, nella chiesa della Madonna della Neve a Monate).
L'affresco, che era stato in passato ricoperto da uno strato di intonaco, è venuto casualmente alla luce durante i lavori di ristrutturazione dell'ultimo decennio del secolo scorso, quindi pulito e consolidato.
Era però gravemente danneggiato dalle profonde e numerosissime scalpellinature che hanno fortunatamente risparmiato i volti dai lineamenti delicati della Madonna e del Bambino, rimasti pressoché intatti, a parte alcune abrasioni sul viso della Vergine.
Il dipinto è stato eseguito a buon fresco in un'unica giornata su un intonachino perfettamente liscio, che appare ondulato a causa della struttura del muro, costruito con grossi sassi.
Vi sono soltanto alcune parti eseguite a mezzo-fresco, come la decorazione sui toni del verde dello sfondo, mal conservata.
L'abito della Madonna è finemente decorato con dei motivi che ricordano quelli della santa Caterina di Erbamolle (1504) e il manto è profilato con un bordo, così come l'abito del Bambino e le due aureole.
L'intervento di restauro, voluto dall'Associazione Anziani Venegonesi che ha nella villa la sua sede, è stato soprattutto di tipo estetico ed è consistito nella sigillatura delle numerose scalpellinature, alcune delle quali di grandi dimensioni, e nel ritocco pittorico.
Le lacune sono state stuccate e rifinite con calce e polvere di marmo, per imitare la grana molto fine dell'intonaco originale, e poi restaurate con pigmenti naturali in polvere.
Le abrasioni sono state acquarellate in leggero sottotono, mentre le stuccature sono state ritoccate a rigatino.
Elena Bianchi
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Relazione tecnica
All'interno di Villa Molina a Venegono Inferiore,vi è una grande stanza al pianterreno denominata "Sala Blu" per il colore dominante della sua decorazione,datata 1859.
Il soffitto è riccamente decorato,le pareti realizzate a trompe-l'oeil presentano dei finti tendaggi in broccato verde (realizzati con grande maestria),intercalati da otto colonne in finto marmo poggianti su una boiserie dipinta.
Chiamata per eseguire dei ritocchi sulle pareti,danneggiate dall'umidità e dall'incuria,ho fatto notare come queste fossero state pesantemente ridipinte nel 1900.
Le prove di pulitura hanno evidenziato diverse sovrapposizioni di colore:nella sua versione più antica,settecentesca,la sala aveva pareti rosa con riquadrature più chiare. La boiserie era realizzata a finto legno.
La versione ottocentesca aveva pareti azzurre,boiserie marrone chiaro modanata in chiaroscuro,con delle fasce blu,e riquadri delle finestre grigio chiaro.
Infine la pesante versione novecentesca,con pareti blu scuro spugnate e il basamento ridipinto e privo di ogni effetto tridimensionale.
Naturalmente si è deciso di riportare la sala alla sua cromia ottocentesca,coeva al soffitto e ai tendaggi dipinti.
Per fare ciò è stato però necessario scrostare le pareti dalla pittura blu,che si sfogliava ovunque,e addirittura asportare con acqua l'azzurro sottostante,ormai polverizzato e impossibile da consolidare.
Anche la parte inferiore è stata parzialmente scrostata.
Sono stati stuccati tutti i buchi e le lacune,livellando il più possibile la superficie.
Si è consolidato e ritinteggiato tutto,con materiale silossanico fortemente traspirante,riportando la coloritura originale e riproponendo le modanature in chiaroscuro del basamento.
In questo modo la sala ha riacquistato leggerezza e omogeneità stilistica.
Elena Bianchi
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